Ode alla batteria
Pubblicato: 26 febbraio 2012 Filed under: Riflessioni | Tags: batteria, filosofia, vita Lascia un commento »La batteria è uno dei metodi per vivere di più.
L’energia accumulata all’interno di un tubetto di ferro, evita ad un mortale di ricaricare manualmente un attrezzo.
L’energia accumulata all’interno di una batteria spinge la zappa, preserva le articolazioni.
Il valore del tempo
Pubblicato: 22 dicembre 2011 Filed under: Riflessioni | Tags: denaro, life, money, soldi, tempo, time, valore, vita Commenti disabilitatiQuanto costa un’ ora del tuo tempo.
Una di quelle ore che compongono la tua vita, si, quanto costa? Te lo sei mai chiesto?
Diceva il saggio: “Il tempo è denaro”, e allora proviamo a tradurre la vita in denaro, un secondo, un minuto, un anno di vita quanto costa?
Una risorsa diventa preziosa quanto meno è disponibile, quanto più è rara. Cosa c’è di più raro di un’ ora del TUO tempo. Allora quanto vale! A volte il tempo è fermo immobile, in altre parole anche troppo abbondante, altre volte rapido, fuggevole, raro. Per fortuna non sappiamo, tranne rari e tristi casi, quanto ci resta da vivere, e il più delle volte ci comportiamo come se questa vita non avesse termine. Agganciati alle piccole cose, concentrati a guardare l’ asfalto su cui camminiamo perdiamo di vista il paesaggio.
Per Carlo Marx il valore di un oggetto si misura in base al tempo che serve per produrlo. La produzione di un oggetto è quello straordinario evento che trasforma il tempo di vita in materia.
Questa assume un valore dunque, in quanto traduttrice di tempo di vita. Il denaro, pratico mezzo di scambio, subentrato al baratto piuttosto scomodo e complesso, arriva a definire con più precisione il valore di un oggetto. In questo modo passiamo a tradurre il tempo di vita, in valore monetario. Risultato di tutta l’ equazione: Tempo di vita=quantità di denaro.
In molte civiltà primitive, infatti, il furto è un reato che viene pagato con la morte. Questo perché rubare un oggetto, un manufatto, equivale secondo quest’ ottica a rubare del tempo. Tempo di vita, e quindi, la vita stessa.
Tutto questo è inevitabile, è la vita. Ricorda solo la prossima volta che tocchi una banconota, la prossima volta che la scambi per qualcosa di materiale, ricorda che quello è un certificato di tempo speso, un certificato di vita passata.
Siamo continuamente alla ricerca del piacere, è normale, è umano.
A volte però credo sia importante guardare in alto e sentirci piccoli, futili, e passeggeri.
Sugli insaporitori culinari e gli insaporitori emotivi
Pubblicato: 6 dicembre 2011 Filed under: Psicologia, Viverie | Tags: facebook, insaporitori, mc donald, psicologia, qualità di vita, velocità, vita Commenti disabilitati
Esiste una categoria di alimenti che vengono definiti esaltatori di sapidità. Servono per rendere più gustoso un piatto, una pietanza. Vengono utilizzati dall’industria alimentare e dalla cucina commerciale. Questi insaporitori non sono altro che sostanze chimiche che si legano alle papille gustative ed esaltano il gusto di determinati piatti, modificando quelle che sono le normali proprietà chimico organolettiche delle pietanze, e modificando di fatto la nostra esperienza sensoriale.
Decine di esperienze sensoriali alterate in tal senso, favoriscono quella che posso definire un’alterata e cronica esperienza gustativa. Ovvero, una determinata pietanza assume un gusto plus in un determinato tempo. Questo gusto plus viene riproposto in altri tempi, e con altre sostanze…morale della favola la sostanza in questione modifica in maniera definitiva la nostra esperienza con quella determinata sostanza culinaria. I nostri organi di senso, in questo caso le papille gustative non saranno più colpite da sostanze he non presentano quel plus, presenteranno una soglia di eccitabilità modificata da tali sostanze. In altre parole i piatti dovranno essere super sapidi per piacere.
Spostate questo discorso alla totalità delle esperienze umane. Oggi viviamo praticamente bombardati da “insaporitori”. Tutte le esperienze umane sono continuamente messe sotto stress da tutti gli apparati commerciali.
L’utilizzo di un social netword come Facebook per esempio rappresenta un insaporitore emotivo. Centinaia di notizie, possibilità di guardare centinaia di contenuti audio, video e fotografici. Un’inondazione di informazioni più o meno importanti sommerge i nostri organi sensoriali. Veniamo assuefatti da una mole di nuove info e notizie tale da modificare il nostro modo di vedere il mondo. La vita off line a questo punti ci sembra lenta, insapida. Pensate a quanto Facebook ed internet hanno modificato il vostro modo di viverer e vedere il mondo. Moltiplicate il risultato per mille pensando alle nuove generazioni. Una vita che nasce e cresce assumendo informazioni alla velocità della luce. Senza tempo senza spazio.
Paga per Essere Vivente
Pubblicato: 7 giugno 2011 Filed under: Viverie | Tags: acqua, paga, referendum, vita Commenti disabilitatiSiamo fatti di emozioni, di sensazioni. La vita stessa, pensaci, e’ un enorme mosaico di colori e suoni. Guardiamo con glil occhi e sentiamo con l’anima. E’ umano, e’ la vita. Pagheresti per guardare il sole, pagheresti per ascoltare il suono del vento, pagheresti per sentire gli odori del mondo? No e’ inpensabile, innaturale, inumano. Pagheresti per usare i tuoi sensi? Pagheresti per sorridere, pagheresti per piangere? No e’ inumano.
Siamo acqua, siamo composti per il 60% da acqua.
Privatizzando l’acqua privatizzano il 60% del nostro corpo. Dovrai pagare per l’essenza stessa della vita, dovrai pagare semplicemente per essere vivente.
E’ innaturale e’ inumano.
Quanto costa la tua Vita
Pubblicato: 28 aprile 2011 Filed under: Viverie | Tags: capitale, filosofia, marx, valore, vita Commenti disabilitatiQuanto costa un’ ora del tuo tempo. Una di quelle ore che compongono la tua vita, si, quanto costa? Te lo sei mai chiesto? Diceva il saggio: “Il tempo è denaro”, e allora proviamo a tradurre la vita in denaro, un secondo, un minuto, un anno di vita quanto costa? Una risorsa diventa preziosa quanto meno è disponibile, quanto più è rara. Cosa c’è di più raro di un’ ora del TUO tempo. Allora quanto vale!
A volte il tempo è fermo immobile, in altre parole anche troppo abbondante, altre volte rapido, fuggevole, raro. Per fortuna non sappiamo, tranne rari e tristi casi, quanto ci resta da vivere, e il più delle volte ci comportiamo come se questa vita non avesse termine. Agganciati alle piccole cose, concentrati a guardare l’ asfalto su cui camminiamo perdiamo di vista il paesaggio. Per Carlo Marx il valore di un oggetto si misura in base al tempo che serve per produrlo.
La produzione di un oggetto è quello straordinario evento che trasforma il tempo di vita in materia. Questa assume un valore dunque, in quanto traduttrice di tempo di vita. Il denaro, pratico mezzo di scambio, subentrato al baratto piuttosto scomodo e complesso, arriva a definire con più precisione il valore di un oggetto. In questo modo passiamo a tradurre il tempo di vita, in valore monetario. Risultato di tutta l’ equazione: Tempo di vita=quantità di denaro. In molte civiltà primitive, infatti, il furto è un reato che viene pagato con la morte. Questo perché rubare un oggetto, un manufatto, equivale secondo quest’ ottica a rubare del tempo.
Tempo di vita, e quindi, la vita stessa. Tutto questo è inevitabile, è la vita. Ricorda solo la prossima volta che tocchi una banconota, la prossima volta che la scambi per qualcosa di materiale, ricorda che quello è un certificato di tempo speso, un certificato di vita passata. Siamo continuamente alla ricerca del piacere, è normale, è umano. A volte però credo sia importante guardare in alto e sentirci piccoli, futili, e passeggeri.
Il valore delle cose
Pubblicato: 3 gennaio 2011 Filed under: Riflessioni | Tags: cose, esseri umani, filosofia, kant, valore, vita Commenti disabilitati
Cosa determina il valore delle cose.
La scarsità della loro reperibilità? O la loro unicità?
Riflettendo su questo concetto mi sono avventurato in raccapriccianti e spaventosi ragionamenti: Quanti esseri umani ci sono al mondo? Gli esseri umani generano da loro stessi, quindi in teoria sono infiniti. Da qui deriva che non sono assolutamente scarsi in quanto a numero. Eppure reputiamo la vita di un uomo la cosa più preziosa che esista.
Ebbene è la nostra unicità che ci rende preziosi, l’ ingrediente segreto. Non il fatto di essere un essere umano, ma il fatto di essere Giovanni, un essere umano.
E se questo è vero allora assumono valore inestimabile tutte le cose, perchè tutte le cose reali sono uniche. Passando dal concettuale, astratto, al reale concreto, assumono l’ attributo di uniche, e quindi inestimabili in valore.
Scienze esatte
Pubblicato: 10 dicembre 2010 Filed under: Psicologia, Viverie | Tags: Einstein, fisica, modello standard, scienza, sofocle, vita Commenti disabilitati
E’ umana la volontà di vivere avendo certezze.
Oggi molto meno di ieri, le certezze sono i pilastri fondamentali sui quali reggiamo la nostra esistenza. Il concetto stesso di esistenza si regge sulla certezza più o meno condivisa di una vita oltre la morte o su quella della presenza di un entità superiore, che vigila, sorveglia sui nostri destini.
Siamo ombre scriveva Sofocle, e forse era più vicino alla verità lui di quanto non lo siamo noi, oggi. Spesso mi capita di pensare agli “antichi”, come umani che ignoravano teoremi e concetti naturali e scientifici basilari. Sbaglio! Lontani forse dalle regole fisiche e scientifiche che governano il mondo, erano molto più vicini alle verità assolute, quelle che governano il mondo interiore, ma questa è un’ altra storia.
Il pensare di possedere regole indiscutibili ed esatte su molti domini naturali, è qualcosa che ci rassicura, ma è allo stesso tempo una dei tranelli più pericolosi a cui andiamo in contro. Con questo non voglio dire che dovremmo brancolare nel buio teorico in un medioevo scientifico eterno, in un so di non sapere e ne sono felice, ma che a volte mettere in discussione anche i più saldi teoremi farebbe bene a noi e alle nostre intelligenze.
Ringrazio per lo spunto di riflessione Einstein e la teoria fisica del Modello Standard.
Modelli veloci
Pubblicato: 19 ottobre 2010 Filed under: Riflessioni, Viverie | Tags: modello, oggi, vecchietto, vita Commenti disabilitati
Manchiamo di modelli. Che bella questa frase, quante volte hai sentito dire questa cosa? Io tantissime volte, riflettevo, cercavo di comprendere cosa volesse significare. Poi un giorno l’ illuminazione: Il processo evolutivo è troppo veloce! Già manchiamo di modelli perchè non abbiamo il tempo di farli depositare sul fondo del tempo.
Oggi un uomo di 70 anni veste in modo classico, con giacca e camicia, tinte scure, capelli sempre ben pettinati. Tra 40 anni avrò anche io 70 anni (fatti tutti gli scongiuri del caso), il mio modello “uomo 70 anni” depositato in memoria sarà quello che ho oggi. Ma molto probabilmente quando io avrò 70 anni ci saranno parecchi vecchietti della mia stessa età che sfoggeranno vanitosi il loro tatuaggio, e che quindi andranno in giro con t-shirt attillate e cappellini americani. E allora a quale modello mi rifarò.
E se rifacessi lo stesso ragionamento a ritroso oggi a quale modello mi rifaccio? All’ uomo di 30 anni con posto di lavoro fisso, moglie e figli a casa…? Difficile
Ontologia economica di un pacchetto di sigarette
Pubblicato: 6 settembre 2010 Filed under: Citazioni | Tags: economia, morte, sigaretta, vita Commenti disabilitatiVedi quel pacchetto di Virginia le bionde avvelenate sul piano?
I fatti essenziali della vita sono racchiusi in quella quattro pareti.
Tutto quello che devi sapere della vita è conservato all’interno di quelle quattro mura.
Noterai che una delle tue personalità è sedotta dall’illusione dello splendore, un pacchetto dorato king size, con un’insegna reale.
Un implicazione che sottointende fama e ricchezza, un sottile suggerimento che il tabacco è il tuo nobile e leale amico.
E questa è una bugia.
L’altra personalità vuole portare alla tua attenzione l’altro lato della questione.
Scritto in un noioso nero su bianco c’è l’asserzione che questi “soldatini della morte” stanno cercando davvero di ucciderti.
E questa è la verità.
La bellezza è un melodioso canto di morte, sono assuefatto al dolce richiamo di questa sirena.
Quello che comincia dolce, finisce amaro.
E quello che comincia amaro finisce dolce.
E questo è il motivo per cui noi amiamo alcool e droge…
Ora, ti prego, passami l’accendino.
(Monologo di Johnny Quid tratto dal film
RocknRolla del 2008 di Guy Ritchie)
Risposta all’ editoriale di Wired
Pubblicato: 7 maggio 2010 Filed under: Riflessioni, Viverie | Tags: editoriale, protesta, vita, wired Commenti disabilitati
http://www.flickr.com/photos/masteruan/
“Loro” sono di più ed è sempre stato così.
“Loro” sono di più perché è più facile sopravvivere che vivere, è più facile trascinarsi nell’ esistenza piuttosto che scegliere di fare, di essere. Se la banda larga vale meno del ponte di Messina , è perché la maggior parte degli italiani è intenta a guardare Maria De Filippi in TV, attenta a rientrare con le spese a fine mese, nonostante i quattro mutui che pesano sul già esiguo bilancio familiare. Alla “gente” non interessa capire, imparare.
Disabilitano gli aggiornamenti al sistema operativo cervello, e vengono continuamente attaccati dai virus che succhiano loro risorse preziose. Ma è evidentemente troppo faticoso scegliere di capire, comprendere il mondo che hanno attorno,l’ attività a discapito della passività è obiettivo, e a volte meta, di pochi.
Per questo motivo ci sono state, ci sono ancora oggi, e ci saranno almeno due livelli di persone quelli che scelgono di scegliere, e quelli che sopravvivono alle scelte di altri.
Grazie della pazienta



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