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Umani: animali sociali, ritmici

Tum-tum tum-tum, queste sono le parole onomatopeiche che più si avvicinano al rumore del cuore.

Fin dai primi momenti di quella che possiamo definire vita, veniamo accompagnati da questo rumore. Il ritmo del cuore, è un suono che ci accompagna per tutta la nostra esistenza. I suoni naturali, per loro stessa natura sono ritmici. I canti di richiamo degli uccelli, il rumore delle onde, il soffiare del vento tra i rami di un albero.
Quella del ritmo è un’innata propensione umana, una qualità antica, atavica. Molto probabilmente gestita dal cervello rettiliano, quello che risiede sotto la corteccia cerebrale, la parte più antica del nostro sistema nervoso centrale. La parte dove risiedono le emozioni, i riflessi innati.

È sconcertante osservare come persone affette da deficit intellettivi definiti gravi, quali per esempio sindromi autistiche o demenze frontali, riescano a portare perfettamente il ritmo di una canzone.
È un riflesso innato, una capacità senza tempo. Parte integrante del nostro corredo di qualità cognitive.

Qualche giorno fa, mi trovavo in teatro, ed alla fine dello spettacolo, come d’uopo, il pubblico applaudì gli attori sul palco. Mi resi conto di quanto il battito delle mani cominciò piano piano ad accordarsi su un unico ritmo. Tutti gli astanti cominciarono a battere le mani quasi all’unisono, e questo non per una pratica voluta, ma per quell’innata propensione al ritmo.

Restiamo animali, molto complessi, ma pur sempre animali. E data la nostra scarsa capacità all’autoconservazione, direi che possiamo definirci animali sociali alquanto stupidi.


Il valore del tempo

Quanto costa un’ ora del tuo tempo.

Una di quelle ore che compongono la tua vita, si, quanto costa? Te lo sei mai chiesto?

Diceva il saggio: “Il tempo è denaro”, e allora proviamo a tradurre la vita in denaro, un secondo, un minuto, un anno di vita quanto costa?

Una risorsa diventa preziosa quanto meno è disponibile, quanto più è rara. Cosa c’è di più raro di un’ ora del TUO tempo. Allora quanto vale! A volte il tempo è fermo immobile, in altre parole anche troppo abbondante, altre volte rapido, fuggevole, raro. Per fortuna non sappiamo, tranne rari e tristi casi, quanto ci resta da vivere, e il più delle volte ci comportiamo come se questa vita non avesse termine. Agganciati alle piccole cose, concentrati a guardare l’ asfalto su cui camminiamo perdiamo di vista il paesaggio.

Per Carlo Marx il valore di un oggetto si misura in base al tempo che serve per produrlo. La produzione di un oggetto è quello straordinario evento che trasforma il tempo di vita in materia.
Questa assume un valore dunque, in quanto traduttrice di tempo di vita. Il denaro, pratico mezzo di scambio, subentrato al baratto piuttosto scomodo e complesso, arriva a definire con più precisione il valore di un oggetto. In questo modo passiamo a tradurre il tempo di vita, in valore monetario. Risultato di tutta l’ equazione: Tempo di vita=quantità di denaro.
In molte civiltà primitive, infatti, il furto è un reato che viene pagato con la morte. Questo perché rubare un oggetto, un manufatto, equivale secondo quest’ ottica a rubare del tempo. Tempo di vita, e quindi, la vita stessa.

Tutto questo è inevitabile, è la vita. Ricorda solo la prossima volta che tocchi una banconota, la prossima volta che la scambi per qualcosa di materiale, ricorda che quello è un certificato di tempo speso, un certificato di vita passata.

Siamo continuamente alla ricerca del piacere, è normale, è umano.
A volte però credo sia importante guardare in alto e sentirci piccoli, futili, e passeggeri.


Realtà di plastica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto passa in secondo piano…questa frase saltellava tra i suoi pensieri da ormai qualche ora e non riusciva a togliersela dalla testa. Tutto è cambiato in un attimo tutto può cambiare.

Il suo sguardo si posò sul volto di Fulvia nel momento in cui il suo labbro inferiore scorreva sulla dentatura superiore e chiudeva la frase: ”Che bevi?”, ”Nulla grazie…” rispose.

Tutto era cambiato dentro di sè, gli stessi colori adesso apparivano più opachi, diluiti, quello che provava, parlo delle emozioni che scorrono come sangue negli attimi delle vite di noi umani, tutto questo era falso, fatuo, superficiale e perciò irreale. Guardò ancora una volta negli occhi di Fulvia e si alzò dal tavolino del bar, lasciando che la parte di cervello automatica congedasse la sua ospite. Allontanandosi ripensò a quell’ immagine, quelle labbra, fatua immagine di una realtà di plastica, ma che importava in fondo l’ esistenza è questa, scivolare sulle pieghe del tempo, su di un tempo senza inizio e senza fine.


El que te gusta!

Quando i ritmi di vita ti portano a “dover” fare tutto quello che fai, allora fermati, e pensa a cosa vuoi vermente, qual’ è la direzione del vento e quale quella tua vita, quanto puoi sacrificare dela tua esistenza per arrivare al traguardo, cerca di comprendere quanto quel traguardo è importante per te, e se è fermo, immobile. Rincorrere un’ obbiettivo mobile è come andare alla deriva. 

Cerca di comprendere che l’ unica cosa per cui vale la pena vivere è quello che ti piace.


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