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2112 un racconto di Giovanni Gentile

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Forme di accelerazione

Lo spettacolo serve al barbaro per accellerare. Rimane in superficie perchè non vuole dare energia alla conoscenza, conoscenza che lo rende vivo, che da senso alla sua esistenza.

I punti di arrivo dove fermarsi e riflettere approfondire, capire, diventano stazioni di accelerazione. L’ accellerazione viene data dallo spettacolo, dalla copertina.

Serve sapere quello che accade il movimento, il contenuto profondo non interessa a nessuno.

Quel che diventeremo continua inesorabilmente ad essere figlio di quello che vorremmo diventare.


Forma vuota

La forma svuotata del formante. Significati che spariscono lasciando spazio ai vuoti significanti. Designer di tendenze, immagini di passate memorie.

Questo è quello che accade in certuni luoghi, dove le immagini prendono il sopravvento e la vita diventa finzione di vita. Il significato, che per sua natura appare complesso e duro, viene dimenticato, assoggettato alla più giovane e malleabile forma, colorata, intuitiva, immediata. Certo è più facile, ma è sbagliato? Ogni tendenza è figlia del proprio tempo, il nostro è gravido di aria.

Sull’ immagine della generazione flautolenta chiudo.


Hic et nunc

Un rapido spiraglio, luminoso, fugace. E’ là, lo sento arrivare eccolo, mi invade, prende tutta la mia essenza, riempie il momento, l’ attimo è scomposto e vissuto negli istanti che non hanno misura, gustato a lungo e dopo poco valutato. Si sono sereno. La serenità dello stolto di chi non conosce, di chi vive il momento, l’ attimo, l’ ignorante che ignora la lunga scia del passato e la tagliente e pesante lama proiettiva del futuro. Lo sciocco che vive il presente, non attende, non ricorda, assapora. Felice dell’ avere, sereno nell’ essere, soddisfatto della sua essenza finita e mutevole. Abbraccio così tutte le cose e tutte le cose sono dentro me adesso. Il sole che riscalda la mia pelle il maglione che sfiora il mio polso, il muscolo del sopracciglio che si contrae per riparare dal sole il prezioso organo a cui è al servizio.

Essere hic et nunc.


Uomo linguaggio evoluzione specie-specifica

Tratto da “L’ istinto del linguaggio”

[Steven Pinker Oscar Saggi Mondadori]

[...] Perchè il linguaggio dovrebbe essere considerato questa gran cosa? E’ vero che ha permesso agli esseri umani di diffondersi su tutto il pianeta e provocare grandi cambiamenti, ma non so se sia un’ impresa più straordinaria di quella del corallo che costruisce le isole, dei lombrichi che dosegnano paesaggi con la terra o dei  batteri della fotosintesi che per primi liberarono ossigeno nell’ atmosfera, all’ epoca una catastrofe ecologica. [...]

Alcune di queste creature hanno tratti che possiede solo la loro specie; altre no, a seconda solo del caso che ha portato all’ estinzione i loro parenti. Darwin ribadiva che tutte le cose viventi sono genealogicamente imparentate, ma l’ evoluzione è discendenza con modificazione e la selezione ha plasmato la materiaprima dei corpi e dei cervelli in modo da inserirli in un enorme numero di nicchie differenziate. Per Darwin qui sta “la grandezza di questa visione della vita”: “Che menre questo pianeta ha continuato a roteare secondo la legge fissa della gravità, da un inizio così semplice si sono evolute, e continuano ad evolversi, infinite forme bellissime e meravigliose”.


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