Campagna per la sensibilizzazione all’ uso degli indicatori di direzione
Pubblicato: 3 giugno 2010 Filed under: Viverie | Tags: freccie, indicatori di direzione, Italia, napoli, non ci sei solo tu Commenti disabilitati
Anche www.giovannigentile.eu partecipa alla campagna di sensibilizzazione all’ utilizzo degli indicatori di direzione.
In un veicolo, l’indicatore di direzione è il complesso di dispositivi luminosi atto a segnalare agli altri veicoli in circolazione l’intenzione di cambiare direzione, di immettersi o uscire dal flusso della circolazione, cambiare corsia o effettuare inversioni a U.
L’accensione contemporanea di tutti gli indicatori di direzione in caso di emergenza viene dettaquattro frecce.
Secondo il codice della strada, qualunque cambiamento di direzione deve essere preventivamente segnalato con le frecce. Deve quindi essere segnalato un sorpasso anche quando il veicolo rimane nella stessa corsia di marcia, per indicare a chi precede la presenza di un ostacolo, oltre al cambio di direzione.
Sono detti anche frecce perché i primi indicatori di direzione, montati agli inizi degli anni ’20, erano delle frecce, della lunghezza di circa 20 cm, alloggiate sulle fiancate dei veicoli. Divennero luminose nel corso degli anni, ed erano formate da un contorno metallico, con i lati di plastica arancione ed una lampadina alloggiata all’interno. Per indicare l’intenzione di svolta, la freccia veniva fatta sporgere dalla fiancata tramite un interruttore, per lo più tramite elettromagnete.
L’intermittenza delle frecce viene determinata dal dispositivo d’intermittenza (generalmente un relè) e dalla potenza delle frecce, infatti nella maggior parte dei casi la potenza d’assorbimento delle frecce influisce sulla velocità d’intermittenza, la quale aumenta con l’aumentare della potenza e diminuisce al ridursi di questa, per questo a volte può capitare che una volta sostituite le frecce (o le lampadine) con un modello diverso si ha un’intermittenza diversa e in alcuni casi quasi nulla (come nel caso di frecce a led), per risolvere quest’ultimo problema o inconveniente è sufficiente mettere in parallelo alle nuove frecce una resistenza che assorba la differenza di potenza che si ha tra le vecchie frecce e le nuove frecce.
Questo perché le resistenze messe in parallelo formano quella parte di carico elettrico che è venuto meno con le nuove frecce; per poter determinare di quanto deve essere il carico della resistenza (una per ogni lato), bisogna calcolare la differenza di potenza (per un solo lato) tra le frecce direzionali originali e le nuove frecce, per poter ottenere questo carico bisogna procurarsi una resistenza elettrica con un determinato valore ohm, che si ottiene con il quadrato della tensione diviso la potenza da assorbire, inoltre bisogna assicurarsi che la resistenza da utilizzare supporti la corente/potenza che la investe.
E’ un prodotto:
Non ci sei solo tu!
Forma vuota
Pubblicato: 30 gennaio 2010 Filed under: Riflessioni | Tags: 2010, contenuto, forma, generazione, Italia, italy, masteruan, shade Commenti disabilitati
La forma svuotata del formante. Significati che spariscono lasciando spazio ai vuoti significanti. Designer di tendenze, immagini di passate memorie.
Questo è quello che accade in certuni luoghi, dove le immagini prendono il sopravvento e la vita diventa finzione di vita. Il significato, che per sua natura appare complesso e duro, viene dimenticato, assoggettato alla più giovane e malleabile forma, colorata, intuitiva, immediata. Certo è più facile, ma è sbagliato? Ogni tendenza è figlia del proprio tempo, il nostro è gravido di aria.
Sull’ immagine della generazione flautolenta chiudo.
Menù
Pubblicato: 20 aprile 2009 Filed under: Riflessioni | Tags: cultura, Italia, televisione, tv 2 Commenti »
Ci sono cibi che non sono appetibili a tutti, pietanze troppo prelibate, ricercate, insomma adatte solo a palati fini. E cibi adatti a tutti (vedi Mc Donald). Ora in televisione c’è più o meno lo stesso sistema di contenuti. Si parla lo stesso di alimenti, si, ma per la mente. Il problema è che i menù più prelibati li trovi solo nei palinsesti meno comodi. Continuo la metafora con il cibo: i Mc Donald li trovi nelle maggiori piazze internazionali, nelle grandi città, molto facilmente entri, ti siedi ed ordini; la taverna a gestione familiare? Eh per quella devi girare parecchio, chiedere informazioni, scovandola nei vicoli di un piccolo paesino.
La cosa che ti lascia perplesso è che se i Mc Donald sono così tantie facili da trovare, se in televisione passano per la maggior parte del tempo e facilmente trovi programmi di cacca, ne deduco che alla maggior parte delle persone piace mangiare la cacca…
E’ raro trovare persone con le quali puoi discutere di cibi prelibati, con cui puoi ragionare con quale vino accompagnare meglio questa o quella pietanza. E’ sempre più insolito e straordinario trovare persone con le quali condividere conoscenze ed esperienze nuove, ed interessanti, è sempre più infrequente trovare persone con le quali condividere il menù di pietanze ricercate e il nome di trattorie e taverne poco conosciute.
Oltre i confini dell’ amore
Pubblicato: 25 settembre 2008 Filed under: Citazioni | Tags: Citazioni, Italia, Kundera, L' Immortalità, Milan Kundera Commenti disabilitatiTratto da L’ Immortalità
di Milan Kundera
[…] Ma il territorio che aveva chiamato “oltre i confini dell’ amore” non somigliava all’ ombroso e trascurato cortile di un grande e splendido palazzo (il palazzo dell’ amore), no, quel territorio era vasto, ricco, magnifico, infinitamente vario e forse più grande e più bello dello spesso palazzo dell’ amore. In quel territorio si muovevano diverse donne, alcune delle quali gli erano indifferenti, altre lo divertivano, ma altre ancora lo facevano innamorare. Bisogna comprendere questo apparente controsenso: oltre i confini dell’ amore esiste l’ amore.
Infatti ciò che aveva spinto le avventure amorose di Rubens “oltre i confini dell’ amore” non era la mancanza di sentimento, ma la volontà di limitare quelle avventure alla sfera puramente erotica, di proibir loro qualunque influenza sul corso della sua vita. Ma in qualsiasi modo definiamo l’ amore, la definizione dirà sempre che l’ amore è qualcosa di essenziale che trasforma la vita in destino: di conseguenza, le vicende che si svolgono “oltre i confini dell’ amore”, fossero anche le più belle, sono necessariamente episodiche.
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