______________________________________

anima bambini Baricco campania Caserta Citazioni donna eeepc facebook fare fascicoli felicità filosofia foto Google immortalità ipad iphone Italia libri Linux masteruan meditazione morte pensieri pianeta poesia psicologia raccolte riflesioni secolo soldi stili di vita streaming stupidità televisione tempo tv uomini valore Vecchi vita vivere wordpress Xandros

Le 10 regole del controllo sociale per Noam Chomsky

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


Il valore del tempo

Quanto costa un’ ora del tuo tempo.

Una di quelle ore che compongono la tua vita, si, quanto costa? Te lo sei mai chiesto?

Diceva il saggio: “Il tempo è denaro”, e allora proviamo a tradurre la vita in denaro, un secondo, un minuto, un anno di vita quanto costa?

Una risorsa diventa preziosa quanto meno è disponibile, quanto più è rara. Cosa c’è di più raro di un’ ora del TUO tempo. Allora quanto vale! A volte il tempo è fermo immobile, in altre parole anche troppo abbondante, altre volte rapido, fuggevole, raro. Per fortuna non sappiamo, tranne rari e tristi casi, quanto ci resta da vivere, e il più delle volte ci comportiamo come se questa vita non avesse termine. Agganciati alle piccole cose, concentrati a guardare l’ asfalto su cui camminiamo perdiamo di vista il paesaggio.

Per Carlo Marx il valore di un oggetto si misura in base al tempo che serve per produrlo. La produzione di un oggetto è quello straordinario evento che trasforma il tempo di vita in materia.
Questa assume un valore dunque, in quanto traduttrice di tempo di vita. Il denaro, pratico mezzo di scambio, subentrato al baratto piuttosto scomodo e complesso, arriva a definire con più precisione il valore di un oggetto. In questo modo passiamo a tradurre il tempo di vita, in valore monetario. Risultato di tutta l’ equazione: Tempo di vita=quantità di denaro.
In molte civiltà primitive, infatti, il furto è un reato che viene pagato con la morte. Questo perché rubare un oggetto, un manufatto, equivale secondo quest’ ottica a rubare del tempo. Tempo di vita, e quindi, la vita stessa.

Tutto questo è inevitabile, è la vita. Ricorda solo la prossima volta che tocchi una banconota, la prossima volta che la scambi per qualcosa di materiale, ricorda che quello è un certificato di tempo speso, un certificato di vita passata.

Siamo continuamente alla ricerca del piacere, è normale, è umano.
A volte però credo sia importante guardare in alto e sentirci piccoli, futili, e passeggeri.


Raccolte in fascicoli De Agostini: Il tuo mondo

Dopo sei giorni anche tu potrai creare la domenica e riposarti. Costruisci il tuo mondo! Nel primo fascicolo…la luce.

Raccolte in fascicoli De Agostini: La Donna

Chi dice donna dice danno, donna al volante pericolo costante, la donna che simpatica specie…Costruisci anche tu la tua donna! 32 fascicoli con raccoglitore e tutti i pezzi per costruire uno splendido esemplare di donna. Nel primo fascicolo la f***.

Raccolte in fascicoli De Agostini: La Bomba Atomica

Esplosioni colori emozioni…
Costruisci anche tu la tua prima bomba atomica.
Nel primo fascicolo l’ atomo!

Libertà. Un concetto astratto.

Monumento olocausto

La libertà è un concetto che si basa sul nulla. Sul suo stesso concetto.

Non esiste vera libertà, non credete agli spot, non siamo liberi. Siamo tutti in una gabbia, una gabbhia fatta di fili sottilissimi, ma più duri dell’acciaio, una gabbia fatta di barriere impenetrabili. In potenza sei libero, libero di muoverti, viaggiare, esplorare nuovi mondi.

Allora pechè non lo fai? Sei libero di godere della bellezza della vita, di vivere questo come fosse l’ultimo giorno della tua esistenza. Allora perchè non lo fai? Stai cominciando a pensare, ecco quelle che a te sembrano futili scuse superabili basta volerlo, queste sono le barriere, i fili invisibili che tracciano il percorso della tua esistenza, e non potrai farci nulla.

Solo piccoli movimenti, piccole deviazioni sul percorso. Dentro di te sai già dove stai andando.


Creiamo Crediamo

Pensavo alla somiglianza della parola “Creiamo” con “Crediamo”. Credere in qualcosa che abbiamo creato… Vi ricorda nulla?


I nomi che portano immagini

Ci sono dei nomi di persona che portano con se delle immagini, volti preconfezionati presenti nella nostra testa, ed associati a determinati nomi.

L’immagine incontra il suono. Deve avere a che fare con il concetto di “nodi” e “prototipi”. Se vi dico uccellino, a che animale pensate?


Restare in Silenzio

Ora conteremo fino a dodici
e tutti resteremo fermi.
Una volta tanto sulla faccia della terra,
non parliamo in nessuna lingua;
fermiamoci un istante,
e non gesticoliamo tanto.

Che strano momento sarebbe
senza trambusto, senza motori;
tutti ci troveremmo assieme
in un improvvisa stravaganza.

Nel mare freddo il pescatore
non attenterebbe alle balene
e l’uomo che raccoglie il sale
non guarderebbe le sue mani offese.

Coloro che preparano nuove guerre,
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero vesti pulite
per camminare coi loro fratelli
nell’ombra, senza far nulla.

Ciò che desidero non va confuso
con una totale inattività.
È della vita che si tratta;….

Se non fossimo così votati
a tenere la nostra vita in moto
e per una volta tanto non facessimo nulla,
forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza
di non riuscire mai a capirci
e di minacciarci con la morte.

Forse la terra ci può insegnare,
come quando tutto d’inverno sembra morto
e dopo si dimostra vivo.

Ora conterò fino a dodici
e voi starete zitti e io andrò via.

Pablo Neruda


Sugli insaporitori culinari e gli insaporitori emotivi

Rosso Fragola

 

Esiste una categoria di alimenti che vengono definiti esaltatori di sapidità. Servono per rendere più gustoso un piatto, una pietanza. Vengono utilizzati dall’industria alimentare e dalla cucina commerciale. Questi insaporitori non sono altro che sostanze chimiche che si legano alle papille gustative ed esaltano il gusto di determinati piatti, modificando quelle che sono le normali proprietà chimico organolettiche delle pietanze, e modificando di fatto la nostra esperienza sensoriale.

Decine di esperienze sensoriali alterate in tal senso, favoriscono quella che posso definire un’alterata e cronica esperienza gustativa. Ovvero, una determinata pietanza assume un gusto plus in un determinato tempo. Questo gusto plus viene riproposto in altri tempi, e con altre sostanze…morale della favola la sostanza in questione modifica in maniera definitiva la nostra esperienza con quella determinata sostanza culinaria. I nostri organi di senso, in questo caso le papille gustative non saranno più colpite da sostanze he non presentano quel plus, presenteranno una soglia di eccitabilità modificata da tali sostanze. In altre parole i  piatti dovranno essere super sapidi per piacere.

Spostate questo discorso alla totalità delle esperienze umane. Oggi viviamo praticamente bombardati da “insaporitori”. Tutte le esperienze umane sono continuamente messe sotto stress da tutti gli apparati commerciali.

L’utilizzo di un social netword come Facebook per esempio rappresenta un insaporitore emotivo. Centinaia di notizie, possibilità di guardare centinaia di contenuti audio, video e fotografici. Un’inondazione di informazioni più o meno importanti sommerge i nostri organi sensoriali. Veniamo assuefatti da una mole di nuove info e notizie tale da modificare il nostro modo di vedere il mondo. La vita off line a questo punti ci sembra lenta, insapida. Pensate a quanto Facebook ed internet hanno modificato il vostro modo  di viverer e vedere il mondo. Moltiplicate il risultato per mille pensando alle nuove generazioni. Una vita che nasce e cresce assumendo informazioni alla velocità della luce. Senza tempo senza spazio.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 154 other followers