Pubblicato: 26 febbraio 2012 | Autore: masteruan | Filed under: Riflessioni | Tags: batteria, filosofia, vita |
La batteria è uno dei metodi per vivere di più.
L’energia accumulata all’interno di un tubetto di ferro, evita ad un mortale di ricaricare manualmente un attrezzo.
L’energia accumulata all’interno di una batteria spinge la zappa, preserva le articolazioni.
Pubblicato: 22 febbraio 2012 | Autore: masteruan | Filed under: Riflessioni | Tags: leggere, letture, perché |
A volte mi chiedo cosa spinge gli esseri umani a leggere. Attività difficile, faticosa e non sempre remunerativa sotto molti aspetti. Prendiamo questo blog. Perchè dovresti leggere questi testi? Mi conosci, sei mio amico o mi vuoi bene e quindi lo fai per affetto, per vicinanza. Ma se sei uno di quelli che non mi ha mai visto ne sentito, perché affronti la difficoltà della lettura e la noia di una stimolazione sensoriale oramai superata, se confrontata all’audio-video, per conoscere quello che ho da dire, per ascoltare le mie parole?
Pubblicato: 16 gennaio 2012 | Autore: masteruan | Filed under: Citazioni | Tags: 10 regole, chomsky, controllo, controllo sociale, noam chomsky, regole, sociel, volo |
1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Pubblicato: 22 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Riflessioni | Tags: denaro, life, money, soldi, tempo, time, valore, vita |
Quanto costa un’ ora del tuo tempo.
Una di quelle ore che compongono la tua vita, si, quanto costa? Te lo sei mai chiesto?
Diceva il saggio: “Il tempo è denaro”, e allora proviamo a tradurre la vita in denaro, un secondo, un minuto, un anno di vita quanto costa?
Una risorsa diventa preziosa quanto meno è disponibile, quanto più è rara. Cosa c’è di più raro di un’ ora del TUO tempo. Allora quanto vale! A volte il tempo è fermo immobile, in altre parole anche troppo abbondante, altre volte rapido, fuggevole, raro. Per fortuna non sappiamo, tranne rari e tristi casi, quanto ci resta da vivere, e il più delle volte ci comportiamo come se questa vita non avesse termine. Agganciati alle piccole cose, concentrati a guardare l’ asfalto su cui camminiamo perdiamo di vista il paesaggio.
Per Carlo Marx il valore di un oggetto si misura in base al tempo che serve per produrlo. La produzione di un oggetto è quello straordinario evento che trasforma il tempo di vita in materia.
Questa assume un valore dunque, in quanto traduttrice di tempo di vita. Il denaro, pratico mezzo di scambio, subentrato al baratto piuttosto scomodo e complesso, arriva a definire con più precisione il valore di un oggetto. In questo modo passiamo a tradurre il tempo di vita, in valore monetario. Risultato di tutta l’ equazione: Tempo di vita=quantità di denaro.
In molte civiltà primitive, infatti, il furto è un reato che viene pagato con la morte. Questo perché rubare un oggetto, un manufatto, equivale secondo quest’ ottica a rubare del tempo. Tempo di vita, e quindi, la vita stessa.
Tutto questo è inevitabile, è la vita. Ricorda solo la prossima volta che tocchi una banconota, la prossima volta che la scambi per qualcosa di materiale, ricorda che quello è un certificato di tempo speso, un certificato di vita passata.
Siamo continuamente alla ricerca del piacere, è normale, è umano.
A volte però credo sia importante guardare in alto e sentirci piccoli, futili, e passeggeri.
Pubblicato: 22 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Viverie | Tags: creazione, deagostini, fascicoli, mondo |
Dopo sei giorni anche tu potrai creare la domenica e riposarti. Costruisci il tuo mondo! Nel primo fascicolo…la luce.
Pubblicato: 22 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Viverie | Tags: donna, fascicoli, raccolte, risate |
Chi dice donna dice danno, donna al volante pericolo costante, la donna che simpatica specie…Costruisci anche tu la tua donna! 32 fascicoli con raccoglitore e tutti i pezzi per costruire uno splendido esemplare di donna. Nel primo fascicolo la f***.
Pubblicato: 22 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Viverie | Tags: atomo, battute, bomba atomica, risate |
Esplosioni colori emozioni…
Costruisci anche tu la tua prima bomba atomica.
Nel primo fascicolo l’ atomo!
Pubblicato: 18 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Riflessioni | Tags: destino, libertà |

La libertà è un concetto che si basa sul nulla. Sul suo stesso concetto.
Non esiste vera libertà, non credete agli spot, non siamo liberi. Siamo tutti in una gabbia, una gabbhia fatta di fili sottilissimi, ma più duri dell’acciaio, una gabbia fatta di barriere impenetrabili. In potenza sei libero, libero di muoverti, viaggiare, esplorare nuovi mondi.
Allora pechè non lo fai? Sei libero di godere della bellezza della vita, di vivere questo come fosse l’ultimo giorno della tua esistenza. Allora perchè non lo fai? Stai cominciando a pensare, ecco quelle che a te sembrano futili scuse superabili basta volerlo, queste sono le barriere, i fili invisibili che tracciano il percorso della tua esistenza, e non potrai farci nulla.
Solo piccoli movimenti, piccole deviazioni sul percorso. Dentro di te sai già dove stai andando.
Pubblicato: 17 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Riflessioni | Tags: creare, credere, religioni |
Pensavo alla somiglianza della parola “Creiamo” con “Crediamo”. Credere in qualcosa che abbiamo creato… Vi ricorda nulla?
Pubblicato: 16 dicembre 2011 | Autore: masteruan | Filed under: Psicologia, Viverie | Tags: immagini, nodi, nomi, prototipi, psicologia |
Ci sono dei nomi di persona che portano con se delle immagini, volti preconfezionati presenti nella nostra testa, ed associati a determinati nomi.
L’immagine incontra il suono. Deve avere a che fare con il concetto di “nodi” e “prototipi”. Se vi dico uccellino, a che animale pensate?
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